“La credenza che la realtà che ognuno vede sia l’unica realtà è la più pericolosa di tutte le illusioni” (tratto da Paul Watzlavick, “How Real is Real?: Confusion, Disinformation, Communication”, Vintage Books, 1976, p. XIII).
“The belief that one’s own view of reality is the only reality is the most dangerous of all delusions” (quotation by Paul Watzlavick, “How Real is Real?: Confusion, Disinformation, Communication”, Vintage Books, 1976, p. XIII).
Gli Stati Uniti vengono spesso citati come paese simbolo della libertà. Qualche giorno fa, il 16 novembre, ha preso il via negli Stati Uniti la campagna contro la proposta di legge Protect IP Act of 2011 che, nel caso in cui venisse approvato dal Congresso statunitense, comporterebbe la possibilità di applicare un oscuramento (censura) dei siti internet accusati di essere implicati in azioni di pirateria o di violazioni della proprietà intellettuale.
La protesta sta coinvolgendo numerose realtà che operano sul web a cominciare da Mozilla Firefox, Google, Twitter, Facebook, LinkedIn, eBay, Yahoo e molte altre. Ad essere contestato è anche il testo del SOPA, Stop Online Piracy Act, risalente al 26 ottobre scorso, vero e proprio attacco frontale alla libertà di espressione su internet in nome del diritto d'autore made in US.
Il sito di riferimento della campagna è http://americancensorship.org
Aggiornamento 6/6/2012: il registrar Godaddy si è schierato contro il SOPA, mentre alcune società facenti parte della lobby che sostiene il testo del SOPA sembra che abbiano fatto una parziale marcia indietro, come raccontato da Punto Informatico.

Inaugurata a Roma il 22 giugno scorso, la mostra fotografica Does the invisible observer live traces?, di Marek Piasecki, resterà aperta fino al 30 settembre.
La mostra è curata da Patrick Komorowski e Rafał Lewandowski, Galleria Asymetria di Varsavia, in collaborazione con l'Istituto Polacco di Roma. L'ingresso alla mostra è libero.
Fin dagli anni Cinquanta il fotografo Marek Piasecki fu reporter del periodico cattolico d’opposizione al regime “Tygodnik Powszechny”. Le sue foto sono note come esempi di reportage metaforico, con spazi urbani e forti fisionomie.
Il sito della Galleria d'Arte "Maria Grazia Del Prete" che ospita la mostra: www.galleriadelprete.com
Il dissenso nei paesi dell'Est degli anni Settanta ha segnato profondamente il susseguirsi degli eventi nel decennio successivo, fino al crollo del blocco sovietico. Ma non solo. Il dissenso di quell'epoca continua ancora oggi ad ispirare la nascita e l'evoluzione dei fenomeni di dissenso politico e religioso in vaste aree del mondo.
Sul dissenso sovietico e cecoslovacco è stato pubblicato online il volume della tesi di laurea dal titolo "Il dissenso sovietico e cecoslovacco nella pubblicistica e nella storiografia italiana: dall'accordo di Helsinki (1975) alla conferenza di Belgrado (1978)".
Nel volume è possibile ripercorrere una ricostruzione degli eventi dell'epoca, sia sotto il profilo sincronico sia attraverso un'analisi diacronica degli eventi, permettendo di compiere un approfondimento indispensabile per comprendere il pensiero dei protagonisti dissenzienti, i testimoni, i cronisti, le vicende politiche che accompagnarono il dissenso dell'Est all'interno del nostro stesso paese. La ricerca ha ricompreso sia fonti primarie sia quelle secondarie, nonché una comparazione tra le differenti modalità e i differenti livelli interpretativi che i manuali di storia ad uso didattico hanno riservato finora alla trattazione di tali tematiche.
Per approfondire il tema, il testo completo della ricerca è disponibile sulla piattaforma editoriale Lulu, sia nella versione digitale in PDF sia in quella cartacea.